

27, 28, 29 novembre 2026
Pinerolo, Torino

Edizione 2026
Giunta alla sua dodicesima edizione, Musica in Prossimità torna a Pinerolo dal 27 al 29 novembre
per esplorare la complessità del panorama sonoro contemporaneo e le sue molteplici traiettorie di ricerca. Curato dal Quartetto Maurice, il festival propone un palinsesto ricco e variegato, che spazia dalla visionaria vocalità del XV secolo agli omaggi ai grandi compositori del Novecento, senza rinunciare a uno sguardo sulle proposte più interessanti della scena emergente: dal focus monografico dedicato al promettente Brendan Champeaux, all’urgenza espressiva di L’Beel, fino alle sperimentazioni noise di Klein.
MUSICA IN PROSSIMITà 2026
Early bird out now

venerdì 27 novembre, ore 21.00 – Sala Italo Tajo
La musica di Brendan Champeaux inaugura la dodicesima edizione di Musica in Prossimità
Con l’Ensemble Cairn, il festival dedica un ritratto al compositore francese Brendan Champeaux
attraverso una selezione di brani per diverse formazioni e combinazioni strumentali, in dialogo con Music for Piano with Amplified Sonorous Vessels di Alvin Lucier, dalla cui ricerca sulla propagazione del suono prende ispirazione. Ad aprire il concerto, Byword per 12 clarinetti, eseguito dal giovane ensemble in residence dopo un lavoro di studio e approfondimento sul repertorio contemporaneo.

sabato 28 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo
Peter Ablinger e i trent’anni di Cantica Symphonia
Dalla composizione contemporanea alla musica vocale del XV secolo, un viaggio attraverso sette secoli di musica.
La serata si apre con l’opera di Peter Ablinger, affidata alla pianista serba Ana Ostojić, interprete di alcuni dei brani più significativi del ciclo Piano and Voices, dedicato ai discorsi di figure che hanno segnato la storia come Angela Davis, e al percussionista francese Sylvain Lemêtre dell'Ensemble Cairn, con la suggestiva installazione Weiss / Weisslich 31e. A seguire, Cantica Symphonia celebra trent’anni di attività con un concerto dedicato ai Mottetti di Guillaume Dufay, tra i maggiori protagonisti della scena europea del Quattrocento e artefice del passaggio dalla tradizione dell’Ars nova alla stagione rinascimentale.

sabato 28 novembre, ore 21.00 – Teatro del Lavoro
L'Beel
Nel live di L’Beel l’eredità marocchina e i riferimenti alla cultura araba si misurano con i ritmi urban e il flamenco della scena contemporanea barcellonese
La sua voce attraversa una scrittura segnata da amore, desiderio e perdita, passando con disinvoltura da un’intimità sommessa a un’intensità cruda. Ne emerge un linguaggio fortemente personale, in cui la dimensione emotiva e la componente ritmica convivono e dialogano in un sound che affonda le radici nella tradizione e si proietta nelle tensioni del presente.

domenica 29 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo
Klein
Sul palco, Klein dà forma a un’esperienza inquieta e imprevedibile, dove musica, voce e gesto compongono un caleidoscopio di forme in continuo mutamento.
Artista e musicista londinese, attraversa hip-hop, noise e ambient con un approccio istintivo e obliquo, dando vita a performance fisiche e teatrali in cui realtà e finzione si sovrappongono. La sua ricerca procede per accostamenti inattesi, interferenze e slittamenti percettivi, alimentandosi di temi come la sorveglianza, la cartografia urbana e l’identità. Una pratica in costante trasformazione, che interroga i confini tra esperienza, osservazione e immaginazione e che, negli ultimi anni, ha trovato spazio tanto in importanti istituzioni artistiche internazionali quanto nella scena indipendente e underground.

domenica 29 novembre, ore 19.30 – Teatro del Lavoro
Cent’anni di Feldman: Three Voices e Kristia Michael
Nel centenario della nascita, Musica in Prossimità omaggia Morton Feldman con Three Voices, l’ultima opera del compositore per voce solista,
in cui questa si moltiplica e si sovrappone a sé stessa, fino a costruire una polifonia rarefatta, quasi immateriale. La dilatazione del tempo ne altera la percezione, restituendola come una presenza sospesa, sottratta alla sua dimensione fisica. A interpretare il brano è la vocalist e sound artist cipriota Kristia Michael, la cui ricerca attraversa la musica contemporanea e antica, le pratiche vocali sperimentali e la dimensione rituale dell’ascolto.

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