Edizione 2026 - Peter Ablinger e i trent’anni di Cantica Symphonia
sabato 28 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo
Il concerto attraversa sette secoli di storia musicale, accostando la ricerca sulla percezione sonora di Peter Ablinger alla musica vocale del Quattrocento di Guillaume Dufay.
Due mondi lontani nel tempo, ma accomunati da una particolare attenzione alla voce, alla sua struttura e alle possibilità della scrittura musicale di restituirne la complessità.
Nel ciclo Piano and Voices, Ablinger mette a confronto il pianoforte con registrazioni di discorsi, interviste e letture: le voci non vengono cantate, ma pronunciate, mentre il pianoforte ne analizza e ne traduce le caratteristiche sonore.
Come spiega lo stesso compositore, «la parte pianistica costituisce una scansione temporale e spettrale della rispettiva voce», una sorta di fotografia a grana grossa del parlato. Il pianoforte non accompagna dunque la voce, ma la osserva e la confronta, creando una relazione tra realtà e percezione, tra ciò che viene detto e il modo in cui lo ascoltiamo. Affidati ad Ana Ostojić, i brani del ciclo trasformano così il discorso in materia musicale, mettendo in primo piano l’atto stesso dell’ascolto. A completare la sezione dedicata ad Ablinger, Weiss / Weisslich 31e porta l’attenzione sul confine dell’udibile attraverso il suono dell’acqua, con Sylvain Lemêtre.
La seconda parte del concerto celebra i trent’anni di Cantica Symphonia con un programma dedicato a Guillaume Dufay, autore centrale nella storia del gruppo, che dal 1998 gli ha dedicato sei incisioni, alcune delle quali premiate con importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Diapason d'or de l'année. La scelta assume inoltre un significato particolare per Pinerolo: secondo una tradizione documentaria, Dufay vi avrebbe soggiornato nel 1438 al seguito della corte dei Savoia.Nei Mottetti, la scrittura di Dufay restituisce la complessità di un momento di passaggio tra la tradizione dell’Ars nova e il nuovo linguaggio rinascimentale.
Accanto ai monumentali mottetti celebrativi, legati a importanti occasioni politiche ed ecclesiastiche, emergono composizioni di carattere più intimo e devozionale, nelle quali la severità delle strutture contrappuntistiche lascia spazio a una scrittura più fluida e cantilenata. La varietà di queste forme rivela la ricchezza di una produzione capace di coniugare rigore compositivo, chiarezza melodica e una nuova attenzione all’espressione della voce.
Programma
➺ Piano and Voice (dal 1998) di Peter Ablinger
ciclo per pianoforte e fixed media
Con le voci di: Pier Paolo Pasolini · Morton Feldman · Angela Davis · Billie Holiday · Mother Teresa · Nina Simone · Valentina Tereshkova · Lola Kipeja
➺ Weiss / Weisslich 31e (1996) di Peter Ablinger
per tubi di vetro amplificati e gocce d’acqua
➺ da i Mottetti di Guillaume Dufay (1397 ca.)
Apostolo glorioso · Alma redemptoris mater · Gaude virgo mater Christi · Imperatrix angelorum · Ave regina · Rite maiorem · Flos florum · Supremum est mortalibus
Ana Ostojić
(pianoforte)
Ensemble Cairn
Sylvain Lemêtre (percussioni)
Marco Marasciuolo
SMET Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Torino, (regia del suono)
Cantica Symphonia
Alena Dantcheva (soprano), Laura Fabris (soprano), Giuseppe Maletto (tenore e direzione), Marco Scavazza (baritono), Guido Magnano (organo), Efix Puleo (viella), Laura Bertolino (viella), Marta Graziolino (arpa), Mauro Morini (trombone, tromba da tirarsi).
Edizione 2026 - Peter Ablinger e i trent’anni di Cantica Symphonia
sabato 28 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo
Ana Ostojić
Ana Ostojić (1996) è una pianista serba con base in Austria, la cui attività spazia dal repertorio classico alla musica contemporanea, dalla performance alla musica sperimentale e alla free improvisation. Si esibisce come solista e in formazioni cameristiche e d’ensemble in Europa e Asia, prendendo parte a festival e rassegne internazionali quali il Wiener Konzerthaus, il Suntory Summer Hall Festival di Tokyo, il Tongyeong Festival in Corea del Sud, Steirischer Herbst, Impuls, Days of New Piano Music, Elevate Festival e Graz Improv Fest in Austria, Milano Musica, Reate Festival di Roma e Reggio Parma Festival in Italia, e il Festival for New Music di Cipro, tra gli altri.
È membro dello Zeitfluss Ensemble e della Styrian Improvisers Orchestra, cofondatrice del Coincidence Ensemble e collabora regolarmente con Klangforum Wien e Schallfeld Ensemble. Insieme alla soprano Laure-Catherine Beyers forma il Duo Ardea, con cui ha ottenuto il primo premio all’IVC Theatre in Song 2025 nei Paesi Bassi e al Concorso Luigi Nono 2026 di Torino, oltre al terzo premio allo Schubert and Modern Music Competition di Graz. Ha collaborato a stretto contatto con compositori quali Helmut Lachenmann, Beat Furrer, Peter Ablinger, Carola Bauckholt e Matthew Shlomowitz e ha registrato per GOD Records e Murmurs Label di Graz.

Edizione 2026 - Peter Ablinger e i trent’anni di Cantica Symphonia
sabato 28 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo
Ensemble Cairn
Fondato nel 1998 e curato da Jérôme Combier, Ensemble Cairn è una delle realtà francesi più attive nella creazione e diffusione della musica contemporanea. Il nome Cairn richiama i cumuli di pietre che segnano i sentieri di montagna: un’immagine che riflette la volontà dell’ensemble di concepire ogni concerto come un percorso d’ascolto, mettendo in relazione musiche diverse attorno a un’idea comune. La sua attività unisce la nuova musica per ensemble e la musica da camera, aprendosi al dialogo con le arti visive e altre forme artistiche.
Ha collaborato con compositori e artisti come Gérard Pesson, Tristan Murail, Philippe Leroux, Francesco Filidei, Noriko Baba e Franck Bedrossian. Cairn è stato ospite di festival e istituzioni internazionali quali IRCAM, Festival d’Automne à Paris, Archipel, Darmstadt, Villa Medici e Philharmonie de Paris. Nel 2023 ha presentato in prima assoluta l’opera L’Annonce faite à Marie di Philippe Leroux. La sua discografia comprende musiche di Pesson, Murail, Combier, Lazkano e Lucas Fagin.

Edizione 2026 - Peter Ablinger e i trent’anni di Cantica Symphonia
sabato 28 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo
Peter Ablinger
Peter Ablinger (1959-2025) è stato un compositore e artista austriaco la cui ricerca ha messo radicalmente in discussione le convenzioni musicali. Dopo gli studi di arti grafiche, si avvicinò al free jazz e studiò composizione con Gösta Neuwirth e Roman Haubenstock-Ramati a Graz e Vienna. La sua opera si è concentrata sulla natura del suono, esplorando i rapporti tra questo e il silenzio, tra udibile e inudibile, tra presenza e assenza. Attraverso musica strumentale ed elettronica, performance e installazioni, Ablinger ha esplorato i limiti dell’esperienza percettiva intervenendo su parametri quali intensità, frequenza, durata, velocità e densità, e indagando le soglie attraverso cui il suono può trasformarsi, rarefarsi o intensificarsi fino a scomparire, assumendo qualità sensoriali differenti. La sua ricerca ha così interrogato nozioni fondamentali della musica, quali tempo e spazio, esplorando inoltre fenomeni come la ripetizione, la monotonia, la riduzione, la ridondanza, la densità e il rumore.
Dal 1982 ha vissuto e lavorato a Berlino, dove ha organizzato numerosi festival e concerti e, nel 1988, ha fondato l’Ensemble Zwischentöne. Dal 1990 ha operato come musicista indipendente, affiancando all’attività compositiva quella di interprete, curatore e docente. È stato Research Professor presso la University of Huddersfield dal 2012 al 2017 e Guest Professor al Royal Conservatory de L’Aia e alla Leiden University nel 2019. Ha inoltre collaborato come direttore ospite con formazioni quali Klangforum Wien, United Berlin e Insel Musik Ensemble, mantenendo dal 2000 una costante attività di insegnamento non istituzionale e di lavoro con studenti privati.
Le sue composizioni sono state eseguite in importanti festival internazionali, tra cui le Berliner e Wiener Festwochen, Darmstadt e Donaueschingen, mentre le sue installazioni sono state presentate in istituzioni e spazi espositivi come la Kunsthalle Wien, l’Akademie der Künste di Berlino, il Kunsthaus Graz e il Santa Monica Museum of the Arts.

Edizione 2026 - Peter Ablinger e i trent’anni di Cantica Symphonia
sabato 28 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo
Cantica Symphonia
Fondato nel 1996, Cantica Symphonia è un ensemble vocale e strumentale specializzato nel repertorio dal primo Rinascimento al Barocco e tra gli interpreti più apprezzati della polifonia rinascimentale. Formato da cantanti e strumentisti con una consolidata esperienza nel repertorio antico, il gruppo sviluppa le proprie interpretazioni attraverso un approfondito lavoro sulle fonti originali, con particolare attenzione all’interazione tra voci e strumenti e alla ricchezza strutturale ed espressiva delle composizioni.
La sua attività discografica comprende incisioni per Stradivarius, dedicate ai mottetti di Costanzo Festa e alla musica sacra di Dufay, realizzate con la collaborazione di Kees Boeke in qualità di direttore ospite, e per Opus 111, con un CD dedicato all’ars nova francese del Codice di Ivrea. Dal 2005 incide per Glossa, con la quale ha pubblicato numerosi CD, ottenendo sei Diapason d’or; tra questi Quadrivium, dedicato ai mottetti di Dufay e realizzato in collaborazione con l’Università di Torino, ha ricevuto il Diapason d’or de l’année 2005 e lo Choc di Le Monde de la Musique.
Nel 2016, insieme a La Compagnia del Madrigale e La Pifarescha, ha inciso il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, premiato con il prestigioso Record Academy Award giapponese. Cantica Symphonia si è esibito in numerosi festival e istituzioni internazionali, tra cui il Festival Oude Muziek di Utrecht, il Festival van Vlaanderen, i Tage Alter Musik di Regensburg, MITO SettembreMusica, Ravenna Festival, l’Unione Musicale di Torino e Les Concerts Parisiens, oltre che nella Cappella Sistina e al Collège des Bernardins di Parigi. Il suo repertorio comprende musiche di Dufay, Busnoys, Josquin Desprez, Morales, Andrea Gabrieli, Monteverdi, Cavalli, Buxtehude, Purcell e Bach, accanto a nuove composizioni di Filippo Del Corno, Carlo Galante e Yakov Gubanov scritte per l’ensemble.

Edizione 2026 - Peter Ablinger e i trent’anni di Cantica Symphonia
sabato 28 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo
Guillaume Dufay
Guillaume Dufay (ca. 1397-1474) è stato uno dei più importanti e influenti compositori del XV secolo. La sua produzione comprende le principali forme musicali del suo tempo, dalle messe ai mottetti, fino alle canzoni profane, e riflette la sintesi tra tradizioni di diversa provenienza, italiana, franco-fiamminga e inglese. La sua scrittura testimonia così il passaggio da un linguaggio ancora profondamente legato alla cultura musicale medievale a una nuova sensibilità che avrebbe caratterizzato il Rinascimento.
Particolarmente significativa è la sua produzione mottettistica, sviluppata lungo direttrici stilistiche diverse. Nei mottetti isoritmici e di circostanza, il compositore si fa interprete di architetture sonore imponenti, concepite per sbalordire l’ascoltatore e legittimare il potere ecclesiastico e secolare durante eventi storici cruciali, quali nomine di alti prelati o trattati di pace tra papato e impero. In questi brani, la struttura musicale è governata da un rigido controllo matematico ereditato dall’Ars Nova trecentesca, in cui le durate e le melodie della voce portante si ripetono secondo precise proporzioni geometriche. Tuttavia, l'estro umanistico dell'autore emerge anche all'interno del rigore: la complessa griglia matematica talvolta si ferma per lasciare spazio a solenni e statici accordi che scandiscono i nomi dei potenti della Terra, unendo l'omaggio politico a una straordinaria intuizione drammatica.
Accanto a questa dimensione pubblica e celebrativa, si sviluppa una produzione sacra più intima e flessibile, dominata dai mottetti mariani. Queste composizioni mostrano una spiccata dolcezza armonica, in cui il musicista abbandona le rigide impalcature contrappuntistiche per abbracciare una scrittura libera, definita “cantilenata” o a discanto, dove la voce superiore conduce il gioco con melodie flessuose, morbide ed elegantemente fiorite. L’armonia si fa più moderna grazie all’uso sistematico di intervalli di terza e di sesta, capaci di creare una sonorità calda e avvolgente, lontana dalla severità medievale. Il testo liturgico, non più frammentato dalla complessa polifonia del passato, diventa finalmente chiaro e intelligibile, rispondendo a una nuova sensibilità rivolta verso il successivo Umanesimo.
Questo percorso di progressiva umanizzazione della musica sacra tocca il suo vertice emotivo e spirituale nelle opere dell’estrema maturità. In questa fase tardiva, l’oggettività della preghiera medievale cede definitivamente il passo alla soggettività rinascimentale. Il compositore non si limita a musicare il testo sacro, ma vi inserisce una supplica personale, introducendo il proprio stesso nome nel tessuto polifonico per chiedere pietà in vista della fine dei suoi giorni. In questi capolavori, la tecnica musicale si spoglia di ogni esibizionismo intellettuale per farsi pura espressione dell’anima, sigillando la transizione da superbo artigiano del suono a primo, grande compositore moderno della storia occidentale.

