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Edizione 2026 - Klein

domenica 29 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo

Klein è un’artista e musicista il cui lavoro mette spesso in discussione il confine tra realtà e finzione.

Le sue produzioni musicali, i film e le performance si nutrono di riferimenti eterogenei, che spaziano dalla mappatura urbana alla sorveglianza, dall’umorismo all’hip-hop e al noise, fino alle questioni legate all’identità. I suoi lavori sono stati presentati in musei, gallerie, cortili, squat e pub, tra cui i "famigerati" The Old Blue Last e New Cross Inn.

La sua produzione sfida i confini tra i generi, rendendosi permeabile a un’ampia varietà di media e influenze, con approccio che ha portato i critici a inserirla nell’alveo della musica sperimentale. Ne risulta, tuttavia, una musica difficilmente etichettabile, in cui anche gli elementi più familiari possono assumere forme inattese. In questo senso, l’ampio ricorso al campionamento non risponde soltanto a una ricerca timbrica, ma riflette l’interesse di Klein per il modo in cui immagini, notizie e narrazioni influenzano la percezione della realtà. Questioni politiche, identità e rappresentazione trovano spazio nelle sue composizioni attraverso materiali che conservano tracce dei contesti da cui provengono. È proprio nell’accostamento di questi materiali eterogenei, capaci di mantenere le proprie specificità anche all’interno di una stessa composizione, che emerge la cifra del suo lavoro. Questa pluralità, che riflette l’etica DIY di Klein (H. B. Jones, The Guardian, 2025), si manifesta chiaramente nel forte eclettismo della sua discografia.

MUSICA IN PROSSIMITà 2026

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BIGLIETTI, FULL PASS E DAY PASS DISPONIBILI

Edizione 2026 - Klein

domenica 29 novembre, ore 18.00 – Sala Italo Tajo

Dopo l’album d’esordio ONLY (2015) e l’EP Tommy (2017), pubblicato da Hyperdub, nel 2018 scrive, dirige e interpreta Care, un musical autobiografico-fantastico ispirato all’immaginario Disney, che affronta la condizione dei minori nel sistema britannico di assistenza e affido. Commissionato dall’Istituto di Arte Contemporanea di Londra, il progetto è stato successivamente adattato nell’omonimo lungometraggio sperimentale uscito nel 2021. 

Con Lifetime (2019), rielabora ricordi personali e riferimenti alla propria formazione religiosa attraverso campionamenti, voci manipolate e sonorità sperimentali. In mark, tratto dall’album Frozen (2020), il silenzio si fa materia compositiva, in un tributo a Mark Duggan, uomo nero ucciso dalla polizia londinese, la cui morte scatenò rivolte e proteste in diverse aree del Regno Unito; mentre in Faith in a Minor, brano incluso nell’EP Cave in the Wind (2022), le registrazioni di notiziari sull’annullamento della sentenza Roe v. Wade occupano il primo piano, mentre la trama sonora si sviluppa attorno alle voci dei media, mettendo in relazione la dimensione pubblica dell’evento politico con la sua risonanza emotiva.

 

In Harmattan (2021), pubblicato da Pentatone, e touched by an angel (2023), invece, cambia ancora approccio, e rilegge il linguaggio della musica classica mettendone in discussione convenzioni e strumenti. La sua ricerca prosegue con la recentissima pubblicazione di my own fairytale (2026), un album che reinterpreta l’immaginario fiabesco in chiave personale, trasformando gli arrangiamenti orchestrali in suoni distorti e droni claustrofobici (Daniel Bromfield, Pitchfork, 2026).

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