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Edizione 2026 - Giuseppe Chiari: Metodi per suonare

Domenica 29 novembre ore 11:00 - 14:00 – Workshop | ore 16:00 – Concerto di restituzione

In occasione del centenario della nascita di Giuseppe Chiari (Firenze, 1926-2007), Musica in Prossimità presenta Metodi per suonare, un laboratorio condotto dalla pianista Chiara Saccone e dalla violoncellista Deborah Walker, dedicato alla particolare forma di scrittura musicale elaborata dall’artista fiorentino tra gli anni Sessanta e Settanta.

Destinati a strumenti musicali, oggetti, materiali, luoghi e azioni, i Metodi per suonare sono partiture verbali e grafiche che mettono in discussione l’idea stessa di esecuzione.

Più che prescrivere un risultato sonoro, i Metodi propongono istruzioni, gesti e situazioni da interpretare, invitando chi li affronta a sperimentare un rapporto diverso con la creazione musicale.

Il laboratorio è il risultato di un percorso di ricerca che Chiara Saccone e Deborah Walker portano avanti da oltre un decennio intorno all’opera di Giuseppe Chiari. Lo studio delle partiture si è intrecciato con interviste a interpreti e compositori che hanno conosciuto e frequentato l’artista – tra cui Alvin Curran e Frederic Rzewski – e con periodi di residenza presso il GMEA Centre National de Création Musicale di Albi e il MAD Murate Art District di Firenze, dedicati alla sperimentazione diretta dei materiali e delle modalità di esecuzione. Un lavoro che ha portato le due musiciste a presentare diversi Metodi per suonare in concerto e a sviluppare, attraverso la pratica, una lettura personale delle partiture di Chiari.

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il workshop

L’incontro partirà dalla lettura condivisa di alcune delle partiture verbali e grafiche dei Metodi per suonare, mettendo a fuoco le domande che la scrittura di Chiari pone a chi la interpreta. Attraverso il confronto con le conduttrici, le indicazioni contenute nelle partiture diventeranno occasione per interrogare il gesto musicale, il rapporto con gli oggetti e i materiali e il significato stesso dell’atto di suonare.

Il laboratorio alternerà momenti di lettura, discussione e sperimentazione, seguendo un approccio aperto nel quale non esiste necessariamente una soluzione interpretativa univoca.

L’obiettivo non è ricostruire una modalità definitiva di esecuzione dei Metodi, ma avvicinarsi al loro carattere processuale, che si rinnova attraverso le scelte e le esperienze di chi li interpreta.

 

I Metodi per suonare nascono infatti dal progressivo spostamento della ricerca di Chiari dalla composizione destinata all’esecuzione musicale tradizionale verso una pratica fondata sull’azione, sul gesto e sulla sperimentazione. Le partiture, spesso verbali o grafiche, possono avere come oggetto non solo strumenti musicali – come pianoforte, chitarra o violoncello – ma anche materiali, oggetti, luoghi e azioni. Più che prescrivere una sequenza di suoni da riprodurre, propongono indicazioni e situazioni da interpretare.

A chi è rivolto

L’incontro partirà dalla lettura condivisa di alcune delle partiture verbali e grafiche dei Metodi per suonare, mettendo a fuoco le domande che la scrittura di Chiari pone a chi la interpreta. Attraverso il confronto con le conduttrici, le indicazioni contenute nelle partiture diventeranno occasione per interrogare il gesto musicale, il rapporto con gli oggetti e i materiali e il significato stesso dell’atto di suonare.

Obiettivi

Il laboratorio intende offrire gli strumenti per avvicinarsi ai Metodi per suonare non come a un repertorio da riprodurre, ma come a un insieme di proposte aperte, capaci di generare ogni volta nuove possibilità interpretative. Attraverso la lettura e la sperimentazione condivisa, l* partecipanti saranno invitat* a interrogare il rapporto tra partitura, gesto, oggetto, azione e ascolto, confrontandosi con una concezione della pratica musicale fondata sulla ricerca e sulla libertà interpretativa.

Punto di ritrovo

Istituto Civico Musicale “A. Corelli”, Pinerolo

Viale della Rimembranza 77

 

Si raccomanda di arrivare 30 minuti prima dell’inizio

Accesso libero con prenotazione obbligatoria

Musica in Prossimità, festival curato da Metamorfosi Notturne, fa parte della rassegna The Listeners, progetto sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Fondazione CRT e dalla Regione Piemonte, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Sacem - Pôle Musiques de Création Contemporaine.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio e il sostegno della Città di Pinerolo (in fase di richiesta), in collaborazione con il Civico Istituto Musicale “A. Corelli” e la SMET Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Torino, e con il patrocinio della Città di Torino e del Forum Austriaco di Cultura a Milano.

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Biografie

Chiara Saccone

Chiara Saccone (1985) è una pianista specializzata nel repertorio contemporaneo. Ha avuto la possibilità di incontrare e lavorare con compositori e compositrici quali Helmut Lachenmann, Beat Furrer, Simon Steen Andersen, Frederic Rzewski, Vinko Globokar, Wolfgang Rihm, Sofia Gubaidulina, Jennifer Walshe, Francesco Filidei e Filippo Perocco.

 

Collabora attivamente con i più significativi artisti italiani della sua generazione, commissionando ed eseguendo prime assolute per pianoforte e formazioni cameristiche. Dal 2012 porta avanti una ricerca sulla musica di Giuseppe Chiari, compositore ed artista fiorentino. Nel 2019 ha presentato parte del suo lavoro ai “Dialoghi sul comporre” a Reggio Emilia suonando Gesti sul piano e Metodo per suonare il pianoforte.

 

È stata invitata nel maggio 2021 alla conferenza “Framing the Normal” organizzata dal Conservatorio di Anversa (Belgio) ed ha partecipato nell’aprile 2020 insieme alla violoncellista Deborah Walker alla residenza artistica del GMEA Centre National de Création Musicale di Albi (Francia), oltre ad essersi esibita eseguendo opere dell’autore per il Centro Pecci di Prato, il festival TRK organizzato da Tempo Reale e il festival Fabbrica Europa a Firenze, per l’Istituto di Cultura Italiana di Bratislava e l’Università di Udine. La sua ricerca musicale l’ha portata negli ultimi anni ad indagare il ruolo del performer, focalizzandosi sull’importanza del corpo del musicista e sull’uso di oggetti quotidiani come oggetti sonori.

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Biografie

Deborah Walker

Deborah Walker (1981) è una violoncellista attiva nel campo della musica contemporanea e sperimentale. Il suo interesse si concentra attorno a forme della creazione musicale legate al gesto, all’esplorazione del suono e all’interazione con altre discipline. Walker ha collaborato con compositori e compositrici come Pascale Criton, Éliane Radigue, Phill Niblock, Philip Corner, Catherine Lamb, presentando prime esecuzioni delle loro composizioni.

 

É membro dell’ensemble francese Dedalus e dell’orchestra di improvvisatori ONCEIM. Da più di 20 anni collabora regolarmente in duo con la violinista Silvia Tarozzi; il loro repertorio include brani di musica contemporanea e sperimentale, ma anche rielaborazioni di canti tradizionali dell’Emilia-Romagna. Deborah ha inoltre composto e suonato musiche originali per spettacoli di danza, circo e teatro.

 

Si è prodotta in festival e sale da concerto come I Suoni delle Dolomiti, Italia Wave, ZKM a Karlsruhe, Centre Pompidou (Parigi e Metz), Opera di Lione, Festival dʼAvignon, Festival Nomad a MʼHamid (Morocco), Switch ON (Malaysia), Tectonics (Glasgow), Redcat (Los Angeles), Ultima (Oslo), Audible Edge (Perth, AUS). Nel 2020 ha ottenuto un dottorato in Arte all’università della Lorena, con una tesi sulla collaborazione fra artisti Fluxus e le edizioni Pari&Dispari a Reggio Emilia e Cavriago.

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Biografie

Giuseppe Chiari

Giuseppe Chiari (1926-2007) è stato un compositore e artista concettuale. Dopo gli studi universitari in matematica e ingegneria, si dedicò alla musica prendendo lezioni private di pianoforte e composizione. Nel 1961 fondò con Pietro Grossi l’associazione Vita musicale contemporanea e, negli stessi anni, entrò in contatto con le ricerche di John Cage, Sylvano Bussotti, del Gruppo 70 e con gli esponenti del movimento Fluxus, al quale partecipò dal 1962. La scoperta di questo nuovo panorama musicale lo spinse ad abbandonare il pentagramma e a dare vita alle sue prime composizioni grafiche e verbali.

 

La prima di queste è Gesti sul piano, scritto nel 1962 e presentato nello stesso anno dal pianista e compositore americano Frederic Rzewski a Wiesbaden, in occasione del primo Fluxus Internationale Festspiele Neuester Musik, evento che segna il primo contatto di Chiari con il gruppo Fluxus. L’azione e il gesto divennero così il centro della sua produzione musicale, che mirava a esplorare un nuovo modo di interagire con strumenti musicali o con materiali e oggetti. La sua ricerca si allontanò dall’immagine del musicista specializzato per lasciare spazio a quella dello sperimentatore. A metà degli anni Sessanta, Chiari decise di partecipare attivamente a questa ricerca, in una sorta di “passage à l’acte”. Invece di continuare a scrivere pezzi per altri esecutori, iniziò a concepire performance per sé stesso, attività che continuò per il resto della sua vita. 

In questo periodo lavorò ai Metodi per suonare, spesso scritti in prosa in uno stile personale e poetico. I Metodi sono destinati a strumenti musicali (pianoforte, chitarra, violoncello, fisarmonica), oppure ad oggetti o materiali (acqua, contenitori, sassi). Chiari ha dato vita a una lunga serie di opere visive, ispirandosi alla sperimentazione grafica delle sue partiture, alle esplorazioni gestuali delle sue performance e al suo approccio concettuale dell’arte e della musica. La sua partecipazione alle attività del Gruppo 70, collettivo fiorentino legato alla poesia concreta, ha favorito grandemente questo tipo di produzione. Si tratta di assemblaggi spesso costituiti da frammenti di spartiti musicali, a volte anche da strumenti stessi (per lo più chitarre), incollati su una tela, sui quali l’artista interviene con pennellate che ne stravolgono il contenuto o l’aspetto musicale.

Chiari è inoltre noto per i suoi statement. Forti della loro natura concettuale, queste brevi frasi sono spesso scritte a mano oppure stampate su carta. Le più note sono ART IS EASY, MUSIC IS EASY o ancora L'ARTE E' FINITA, SMETTIAMO TUTTI INSIEME. I suoi esperimenti e le sue ricerche sulla pratica musicale lo hanno gradualmente portato a riflettere a temi riguardanti la musicologia e la storia della musica. Da qui nacquero alcuni saggi, pubblicati soprattutto negli anni Novanta, come Teoria (1994) e Storia dei modelli musicali (1996). In questo stesso periodo Chiari tornò alla composizione, che aveva abbandonato circa vent’anni prima, scrivendo una serie di opere per pianoforte in notazione tradizionale.

Giuseppe Chiari morì a Firenze il 9 maggio 2007 all’età di 80 anni. La sua vita è stata dedicata alla ricerca costante di un nuovo rapporto con la musica, attraverso una riconsiderazione della sua storia, dei suoi ruoli e delle sue categorie.

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