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Edizione 2026 - Cent’anni di Feldman: Three Voices e Kristia Michael

domenica 29 novembre, ore 19.30 – Teatro del Lavoro

Musica in Prossimità dedica il concerto conclusivo della sua XII edizione a Morton Feldman, celebrando l’influente compositore statunitense in occasione del centenario della nascita. 

Noto per i suoi brani di lunga durata e la sua scrittura essenziale, libera da ogni sviluppo prevedibile, le opere di Feldman modificano la percezione del tempo. La sua musica è piena di ripetizioni, eppure non c’è mai nulla che si ripeta: anche se singoli accordi, trame e idee ritmiche si ripresentano, non sono mai uguali, semmai vivono in un processo di continua variazione. I brani di Feldman non ci ipnotizzano né ci immergono in un rassicurante bagno sonoro; al contrario richiedono la nostra attenzione e, attraverso di essa, ci trasformano (Tom Service, The Guardian, 2012).

Questi aspetti emergono con straordinaria immediatezza in Three Voices (1982), brano di inconsueta brevità per Feldman, che in appena più di 50 minuti riesce a condensare le molte intuizioni che hanno reso grande la sua opera. Interpretata per Musica in Prossimità dalla cantante cipriota Kristia Michael, Three Voices fu l’ultima opera per voce solista scritta da Feldman. Il compositore si ispirò al soprano Joan La Barbara, figura di primo piano nella ricerca sulle potenzialità espressive della voce nella musica contemporanea, a cui dedicò il brano e che lo eseguì in prima assoluta insieme a due altoparlanti che diffondevano altrettante registrazioni della sua voce. 

 

L’interazione delle tre voci, distribuite in modo omogeneo nello spazio, dà luogo a una trascendenza totale: della voce, che perde la sua qualità primaria di canto e diventa suono puro, ma anche dell’esistenza fisica, attraverso la polifonia, che altera i riferimenti spazio-temporali del pubblico. Da qui l’originalità dell’opera, incentrata sull’intimità della voce e sull’esperienza dell’ascolto: è la voce ad assumere una dimensione meditativa, rinunciando a procedere verso una conclusione, mentre lo spettatore è invitato a esercitare un ascolto attento, sollecitato nella sua capacità di concentrazione.  

Programma

➺ Three Voices (1982) di Morton Feldman

per voce e fixed media

Kristia MIchael

(voce)

​​

Marco Marasciuolo

SMET Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Torino, (regia del suono)​​

MUSICA IN PROSSIMITà 2026

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BIGLIETTI, FULL PASS E DAY PASS DISPONIBILI

Edizione 2026 - Cent’anni di Feldman: Three Voices e Kristia Michael

domenica 29 novembre, ore 19.30 – Teatro del Lavoro

Kristia MIchael

Kristia Michael è una cantante, compositrice e sound artist cipriota di base nei Paesi Bassi. Il suo lavoro si concentra sugli aspetti esperienziali, rituali e spirituali della voce e del suono, nell’ambito della musica contemporanea e antica.

 

Dedica la sua attività alla creazione di nuove opere, attraverso collaborazioni con compositori in occasione di prime esecuzioni, partecipando a progetti discografici e prendendo parte a iniziative multidisciplinari e sperimentali. La sua ricerca comprende le tecniche vocali estese, la voce come suono puro, i timbri folk e la performance art.

 

Si è esibita come solista presso l’Opera e il Balletto Nazionale dei Paesi Bassi, l’AngelicA Festival (IT), l’Opera Nazionale Greca, il Dag in de Branding e il November Music, e ha collaborato, tra gli altri, con l’Opera Forward Festival, il Muze van Zuid (NL) e il K3 Tanzplan di Amburgo. La sua attività di interprete abbraccia ensemble e istituzioni quali Nieuw Amsterdams Peil, MusicAeterna (RU), Orkest de Ereprijs, Ensemble Modelo62 (NL) e l’Orchestra Sinfonica di Cipro. È inoltre fondatrice e direttrice artistica del Sibil·la Ensemble, un gruppo dedicato alle tradizioni sacre e profane della musica medievale occidentale, nonché membro del Kali Ensemble.

 

Come compositrice, i suoi brani sono stati eseguiti in prima assoluta in contesti internazionali, tra cui Dag in de Branding (NL), SPRING Festival (NL), EPICENTROOM Festival (RU), IMZ International Music + Media Centre (AU), Kournos Music Festival (GR) e al Museo Statale dell’Ermitage (RU). 

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Edizione 2026 - Cent’anni di Feldman: Three Voices e Kristia Michael

domenica 29 novembre, ore 19.30 – Teatro del Lavoro

Morton Feldman

Morton Feldman (1926-1987) è stato un compositore statunitense. Nato a Manhattan in una famiglia ebrea emigrata dall’Ucraina, dopo gli studi pianistici con Vera Maurina Press, studiò contrappunto con Wallingford Riegger e composizione con Stefan Wolpe, attraverso il quale conobbe Edgard Varèse. Nel 1950 incontrò John Cage, con cui condivise l’interesse per forme musicali capaci di sottrarsi alle convenzioni compositive, entrando in contatto con artisti e musicisti che avrebbero dato vita alla cosiddetta New York School, tra cui Earle Brown, Christian Wolff e David Tudor. A partire dai primi anni Cinquanta, Feldman sviluppò una scrittura fondata sulla ricerca di nuove relazioni tra suono, durata e percezione, sperimentando l’uso dell’aleatorietà attraverso la notazione grafica, in cui la scelta di alcuni parametri era a discrezione del musicista.  Per evitare che il suo lavoro fosse confuso per una forma di improvvisazione abbandonò questi procedimenti per concentrarsi sulle minime variazioni di timbro, intensità e ritmo, elaborando strutture caratterizzate da ripetizioni irregolari e simmetrie imperfette, lontane dalle tradizionali logiche di sviluppo e tensione. Dagli anni Settanta, questa ricerca approdò a composizioni di durata sempre più estesa, nelle quali la dilatazione del tempo e la sottigliezza delle variazioni mettono in discussione le abitudini dell’ascolto.

 

Il suo lavoro fu profondamente influenzato dal dialogo con le arti visive e dalla frequentazione di pittori quali Mark Rothko, Philip Guston, Franz Kline, Jackson Pollock, Robert Rauschenberg e Cy Twombly, oltre che dal rapporto con il poeta Frank O’Hara. Negli anni Settanta, l’interesse per i tappeti del Medio Oriente lo portò a elaborare il concetto di crippled symmetries, o simmetrie imperfette, applicato all’organizzazione metrica delle sue composizioni. Nel 1971-1972 fu artista in residenza a Berlino su invito del DAAD, (Deutscher Akademischer Austauschdienst), il Servizio tedesco per lo scambio accademico; al rientro negli Stati Uniti, nel 1973, fu nominato Professore presso l’Università Statale di New York a Buffalo, dove insegnò fino alla morte. Nel 1976 incontrò Samuel Beckett, con cui instaurò un rapporto artistico culminato nell’opera Neither (1977), su testo dello scrittore irlandese. A Beckett dedicò anche Words and Music e For Samuel Beckett, entrambe del 1987.

 

Tra le sue opere più note figurano Projection 1 (1950), prima composizione in cui sperimentò la notazione grafica, The Rothko Chapel (1971) e String Quartet (II) (1983), della durata di quasi cinque ore. Le sue composizioni, sempre più orientate verso una scrittura minuziosa e libera dalle convenzioni formali e dalle aspettative del pubblico, hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra durata, percezione e ascolto nella musica contemporanea.

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